{"id":16067,"date":"2026-03-28T12:57:12","date_gmt":"2026-03-28T12:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/kairoslbc.com\/?p=16067"},"modified":"2026-04-16T13:25:51","modified_gmt":"2026-04-16T13:25:51","slug":"giustizia-pnrr-e-cittadinanza-iure-sanguinis-roma-milano-28-marzo-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/2026\/03\/28\/giustizia-pnrr-e-cittadinanza-iure-sanguinis-roma-milano-28-marzo-2026\/","title":{"rendered":"GIUSTIZIA, PNRR E CITTADINANZA\u00a0IURE SANGUINIS Roma-Milano, 28 marzo 2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dalla pressione sui tribunali alle decisioni \u201cseriali\u201d,&nbsp;quando l\u2019efficienza sacrifica il&nbsp;diritto.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"taxonomy-category wp-block-post-terms\"><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/category\/cittadinanza\/\" rel=\"tag\">1. Cittadinanza<\/a><span class=\"wp-block-post-terms__separator\">, <\/span><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/category\/cittadinanza\/sentenze\/\" rel=\"tag\">Sentenze<\/a><\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Roma-Milano, 28 marzo 2026 <\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Il 30 giugno 2026 rappresenta una scadenza cruciale per il sistema giustizia italiano nell\u2019ambito del<br>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).<br>Entro tale data, l\u2019Italia \u00e8 chiamata a raggiungere obiettivi estremamente ambiziosi in termini di<br>riduzione dei tempi dei processi e smaltimento dell\u2019arretrato. Sono obiettivi legittimi e necessari. Ma<br>\u00e8 altrettanto necessario comprendere quale sia il peso concreto di questi sul sistema.<br>Gli obiettivi PNRR in materia di giustizia sono quantitativamente stringenti e direttamente collegati<br>all\u2019erogazione delle risorse europee. Entro il 30 giugno 2026, l\u2019Italia dovrebbe arrivare a ridurre del<br>40% la durata media dei procedimenti civili e del 25% quella dei procedimenti penali, nonch\u00e9 a<br>smaltire una quota rilevantissima dell\u2019arretrato. Tuttavia, allo stato attuale, i dati indicano una<br>riduzione dei tempi del civile, che qui pi\u00f9 ci interessa, attestata intorno a circa il \u201328%, con un gap<br>ancora significativo rispetto al target finale. Il mancato raggiungimento di tali risultati pu\u00f2 incidere<br>sull\u2019accesso a risorse per circa 2,7 miliardi di euro destinate alla giustizia.<br>\u00c8 evidente, quindi, come questi obiettivi non rappresentino soltanto un indirizzo organizzativo, ma<br>un vero e proprio fattore di pressione sistemica, capace di orientare in modo significativo le prassi<br>degli uffici giudiziari. Ci\u00f2 che sta emergendo, con sempre maggiore evidenza, \u00e8 un fenomeno<br>estremamente problematico: la progressiva trasformazione della giustizia da sistema di garanzia a<br>sistema orientato alla performance.<br>Negli ultimi mesi, infatti, si registrano, all\u2019interno di diversi Tribunali italiani, prassi organizzative e<br>decisionali chiaramente orientate al raggiungimento dei target PNRR, anche a costo di comprimere<br>principi fondamentali del processo. E questa pressione \u00e8 esercitata, in modo particolarmente intenso,<br>proprio nel contesto del riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, proprio quando questo \u00e8<br>oggetto di un duplice scrutinio: da un lato dinanzi alla Corte costituzionale, dall\u2019altro dinanzi alle<br>Sezioni Unite della Corte di Cassazione.<br>\u00c8 noto, infatti, che ben quattro ordinanze di rimessione, in un tempo record, hanno investito la Corte<br>costituzionale della legittimit\u00e0 dell\u2019art. 3-bis della legge n. 91\/1992, come introdotto dal decreto-<br>legge n. 36\/2025, convertito nella legge n. 74\/2025. Un\u2019udienza si \u00e8 gi\u00e0 tenuta l\u201911 marzo 2026, ma<br>la decisione non \u00e8 ancora stata pubblicata. E risulta &#8211; ad oggi 28 marzo 2026, a un anno esatto dalla<br>pubblicazione del decreto-legge n. 36\/2025 &#8211; gi\u00e0 fissata una nuova udienza di discussione dinanzi alla<br>Corte costituzionale per il 9 giugno 2026. Parallelamente, sono pendenti questioni dinanzi alle Sezioni<br>Unite della Corte di Cassazione su profili strettamente connessi, destinati a incidere in modo<br>significativo sull\u2019interpretazione del diritto alla cittadinanza e sulla struttura stessa del contenzioso.<br>L\u2019udienza \u00e8 fissata per il 14 aprile 2026.In questo scenario, ci si attenderebbe da tutti i Tribunali italiani un atteggiamento di prudenza,<br>coerenza e rispetto della gerarchia delle fonti.<br>E, invece, sorprendentemente, sta accadendo il contrario.<br>Un esempio emblematico proviene dal Tribunale di Genova, dove, con un provvedimento<br>organizzativo del suo Presidente, si \u00e8 disposto espressamente che le udienze relative i procedimenti<br>in materia di cittadinanza &#8211; s\u00ec proprio loro &#8211; vengano fissate con estrema rapidit\u00e0, per essere tali<br>procedimenti definiti gi\u00e0 alla prima udienza, anche a prescindere dalla pubblicazione della decisione<br>della Corte costituzionale. Si tratta di un\u2019impostazione inconciliabile con il principio secondo cui il<br>giudice \u00e8 soggetto alla legge, ma la legge, nell\u2019ordinamento costituzionale, \u00e8 tale solo se conforme<br>alla Costituzione. Procedere, comunque, alla decisione in pendenza del giudizio di legittimit\u00e0<br>costituzionale significa, di fatto, anticipare gli effetti di una norma la cui validit\u00e0 \u00e8 ancora sub iudice.<br>Ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 il caso del Tribunale di Ancona, che con diverse sentenze, pubblicate nel<br>corrente mese di marzo 2026, ha rigettato ricorsi fondando la decisione sul tanto noto, quanto<br>eccezionale, comunicato stampa del 12 marzo 2026 (pubblicato dall\u2019Ufficio stampa della Corte<br>costituzionale il giorno dopo dell\u2019udienza) e ritenuto dai giudici di Ancona sufficiente per decidere<br>sul rigetto dei ricorsi. Certamente anche questa appare, anche ai meno esperti della materia, una scelta<br>a dir poco singolare ed azzardata che solleva questioni evidenti: il comunicato stampa certamente non<br>\u00e8 la decisione della Corte, non contiene la motivazione, non ha \u2013 e non deve avere &#8211; valore normativo<br>n\u00e9 interpretativo vincolante.<br>Altro caso emblematico \u00e8 del Tribunale di Venezia. In quella sede, un ricorso introdotto<br>successivamente alla riforma \u00e8 stato deciso applicando, di fatto, i principi della normativa previgente,<br>come se si trattasse di un giudizio instaurato prima del 28 marzo 2025. Dalla lettura della sentenza,<br>non appare una questione interpretativa, piuttosto una \u201csvista\u201d, difficilmente spiegabile se non alla<br>luce della pressione a definire rapidamente i procedimenti. \u00c8 il segnale di un sistema che, sotto la<br>spinta dei target PNRR, rischia di compromettere non solo la qualit\u00e0 delle decisioni, ma anche la loro<br>stessa correttezza giuridica.<br>In questo contesto, il diritto alla cittadinanza &#8211; diritto originario, imprescrittibile, strettamente<br>connesso all\u2019identit\u00e0 personale &#8211; sta diventando un vero e proprio \u201cagnello sacrificale\u201d, utilizzato per<br>soddisfare esigenze statistiche e per fare cassa, in modo a dir poco allarmante, oltre che<br>inevitabilmente censurabile.<br>Non si possono fare sentenze a raffica. Non si pu\u00f2 decidere attraverso il copia incolla. Non si pu\u00f2<br>sacrificare la complessit\u00e0 giuridica sull\u2019altare dell\u2019efficienza. Soprattutto, non \u00e8 giuridicamente<br>accettabile che si proceda alla definizione dei giudizi mentre sono pendenti questioni decisive dinanzi<br>alla Corte costituzionale e alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In tali condizioni, la decisione<br>mina i principi di certezza del diritto, stabilit\u00e0 delle decisioni ed economia processuale. Il punto non<br>\u00e8 negare la necessit\u00e0 di una giustizia pi\u00f9 efficiente. Il punto \u00e8 evitare che l\u2019efficienza si trasformi in<br>una logica emergenziale, in cui il numero delle decisioni prevale sulla loro qualit\u00e0. Il 30 giugno 2026<br>non pu\u00f2 diventare la data entro cui \u201cchiudere i fascicoli\u201d. Deve restare un obiettivo di miglioramento<br>del sistema, non di sacrificio dei diritti.In questo contesto, appare necessario un intervento di sistema.<br>Sarebbe auspicabile che i Presidenti di quei Tribunali, nell\u2019esercizio dei loro poteri organizzativi,<br>adottassero linee guida chiare, uniformi che distinguano nettamente tra procedimenti \u201cstorici\u201d<br>(rispetto ai quali l\u2019accelerazione pu\u00f2 rispondere a esigenze legittime di smaltimento dell\u2019arretrato) e<br>procedimenti instaurati successivamente alla riforma, nei quali sono state sollevate questioni di<br>legittimit\u00e0 costituzionale e che risultano direttamente incisi dalle imminenti decisioni della Corte<br>costituzionale e delle Sezioni Unite. Per questi ultimi, si impone un approccio diverso, improntato a<br>prudenza e responsabilit\u00e0.<br>In particolare, sarebbe opportuno favorire, ove ne ricorrano i presupposti, la rimessione delle<br>questioni alla Corte costituzionale o disporre la sospensione o il rinvio dei procedimenti in attesa delle<br>pronunce della Consulta e della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, evitando definizioni accelerate<br>fondate esclusivamente su esigenze organizzative o statistiche, le quali, lungi dal garantire efficienza,<br>stanno gi\u00e0 producendo una massiccia proliferazione di appelli, con l\u2019effetto paradossale di alimentare<br>proprio quel contenzioso che si vorrebbe ridurre.<br>La vera efficienza non \u00e8 quella che chiude rapidamente i fascicoli, ma quella che produce decisioni<br>giuste, coerenti e conformi alla Costituzione.<br>Roma-Milano, 28 marzo 2026<br>Abg. Maria Lucrecia Cucchiaro Avv. Patrizia Giannini Avv. Silvia Giannini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026.pdf\">Scarica PDF ARTICOLO<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026.pdf\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16069 size-full\" srcset=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001-724x1024.jpg 724w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001-212x300.jpg 212w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001-768x1086.jpg 768w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001-8x12.jpg 8w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/GIUSTIZIA-PNRR-E-CITTADINANZA-IURE-SANGUINIS-28.03.2026_page-0001.jpg 1241w\" sizes=\"(max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Roma-Milano, 28 marzo 2026<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla pressione sui tribunali alle decisioni \u201cseriali\u201d,&nbsp;quando l\u2019efficienza sacrifica il&nbsp;diritto. 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