{"id":16073,"date":"2026-03-26T13:54:16","date_gmt":"2026-03-26T13:54:16","guid":{"rendered":"https:\/\/kairoslbc.com\/?p=16073"},"modified":"2026-04-16T13:24:11","modified_gmt":"2026-04-16T13:24:11","slug":"cittadinanza-iure-sanguinis-ricorso-post-riforma-74-2025-applicazione-della-lettera-c-tribunale-ancona-26-marzo-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/2026\/03\/26\/cittadinanza-iure-sanguinis-ricorso-post-riforma-74-2025-applicazione-della-lettera-c-tribunale-ancona-26-marzo-2026\/","title":{"rendered":"Cittadinanza iure sanguinis &#8211; Ricorso post-riforma 74\/2025, applicazione della lettera c) \u2013 Tribunale Ancona 26 marzo 2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"taxonomy-category wp-block-post-terms\"><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/category\/cittadinanza\/\" rel=\"tag\">1. Cittadinanza<\/a><span class=\"wp-block-post-terms__separator\">, <\/span><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/category\/cittadinanza\/sentenze\/\" rel=\"tag\">Sentenze<\/a><\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tribunale di Ancona 26 marzo 2026<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Con la sentenza del 26 marzo 2026, il Tribunale di Ancona affronta una vicenda di particolare rilievo nel quadro normativo delineato dalla legge n. 74\/2025, accogliendo integralmente un ricorso depositato il 22 ottobre 2025. La decisione si inserisce, dunque, pienamente nel regime successivo all\u2019entrata in vigore della riforma, assumendo un valore particolarmente significativo ai fini della concreta interpretazione e applicazione della nuova disciplina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La vicenda: piena prova della linea e applicazione della lettera c)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nipote dell\u2019avo esclusivamente italiano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso riguarda un discendente di seconda generazione (nipote) di avo italiano, rispetto al quale \u00e8 stata fornita prova completa e documentale della circostanza che lo stesso non si sia mai naturalizzato, mantenendo dunque esclusivamente la cittadinanza italiana. &nbsp;La linea di trasmissione iure sanguinis risulta pienamente dimostrata, senza interruzioni, attraverso certificati di stato civile regolarmente prodotti e conformi alle prescrizioni di legge. Alla luce di tali elementi, il Tribunale applica correttamente l\u2019art. 3-bis, lett. c), della legge n. 91\/1992, come novellata, riconoscendo che, nei casi in cui l\u2019ascendente di primo o secondo grado sia stato esclusivamente cittadino italiano, continua a trovare applicazione la normativa previgente. &nbsp;Ne consegue il pieno accoglimento della domanda, anche in un giudizio instaurato dopo la riforma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le eccezioni del Ministero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel costituirsi in giudizio, il Ministero dell\u2019Interno ha articolato una difesa fondata su eccezioni ormai ricorrenti, l\u2019asserita inammissibilit\u00e0 del ricorso per effetto della nuova normativa, la pretesa applicazione integrale dei nuovi requisiti introdotti dal D.L. 36\/2025, l\u2019affermazione di un onere probatorio aggravato in capo al ricorrente, anche con riferimento all\u2019assenza di cause interruttive, il richiamo al fenomeno dell\u2019\u201cinerzia\u201d dei discendenti e alla mole delle richieste consolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una linea difensiva generica e standardizzata, non calibrata sul caso concreto, come evidenziato nelle note difensive depositate per il ricorrente. &nbsp;In particolare, il Ministero ha invocato l\u2019applicazione della nuova disciplina senza considerare che la fattispecie rientrava pienamente nell\u2019eccezione prevista dalla lettera c), applicabile proprio ai discendenti di primo e secondo grado di avo esclusivamente italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cittadinanza iure sanguinis &#8211; Ricorso post-riforma 74\/2025, applicazione della lettera c) \u2013 Tribunale Ancona 26 marzo 2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La risposta del Tribunale: rigetto di tutte le eccezioni del Ministero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Tribunale di Ancona disattende integralmente le eccezioni del Ministero, affermando che la nuova normativa \u00e8 s\u00ec applicabile ratione temporis, tuttavia, nel caso di specie opera l\u2019eccezione della lettera c), conseguentemente, trova applicazione la disciplina previgente; inoltre, si evidenzia come la documentazione prodotta \u00e8 completa e sufficiente, mentre non risultano provati fatti interruttivi della cittadinanza. \u00c8 significativo che lo stesso Tribunale evidenzi come l\u2019Amministrazione non abbia fornito elementi istruttori concreti, limitandosi a contestazioni generiche e astratte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ritardi consolari e accesso diretto alla giustizia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda conferma un principio ormai consolidato nella giurisprudenza: la tutela giurisdizionale pu\u00f2 essere attivata anche senza previo esperimento della via amministrativa, quando questa risulti concretamente ineffettiva. Nel caso di specie, il ricorrente aveva documentato i numerosi tentativi di accesso al sistema consolare (in particolare tramite piattaforma Prenot@Mi), rimasti senza esito a causa dei noti disservizi e delle tempistiche irragionevoli. In tale contesto, risulta definitivamente smentita la tesi dell\u2019\u201cinerzia\u201d dei discendenti sostenuta dall\u2019Amministrazione: quando \u00e8 lo Stato a non essere in grado di rispondere, non pu\u00f2 imputarsi alcuna inerzia al cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il dispositivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Tribunale, pertanto, dichiara il diritto del ricorrente al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, ordina all\u2019Ufficiale dello Stato Civile di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una decisione di rilievo nel quadro post-riforma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sentenza del Tribunale di Ancona assume particolare valore perch\u00e9 conferma la piena operativit\u00e0 della lettera c) anche per ricorsi depositati dopo la riforma, dimostra l\u2019infondatezza delle eccezioni standard del Ministero, ribadisce che non pu\u00f2 essere richiesto ai ricorrenti di supplire alle inefficienze dell\u2019amministrazione, rafforza l\u2019orientamento sull\u2019accesso diretto alla tutela giurisdizionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma vi \u00e8 un dato che pi\u00f9 di ogni altro merita di essere evidenziato: il ricorso \u00e8 stato depositato il 22 ottobre 2025 e la sentenza \u00e8 intervenuta in data 26 marzo 2026, con una decisione resa in poco pi\u00f9 di cinque mesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempi che possono essere definiti, senza esitazione, veri e propri tempi record della giustizia, e che evidenziano con chiarezza un dato ormai incontestabile: i Consolati italiani, anche dopo la riforma, non sono in grado, neanche per i discendenti di prima e seconda generazione, di assicurare tempistiche neppure lontanamente comparabili, rendendo di fatto imprescindibile il ricorso alla tutela giurisdizionale per l\u2019effettivo riconoscimento di un diritto originario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cittadinanza iure sanguinis &#8211; Ricorso post-riforma 74\/2025, applicazione della lettera c) \u2013 Tribunale Ancona 26 marzo 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA.pdf\">Scarica PDF Sentenza<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA.pdf\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16076 size-full\" srcset=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001-724x1024.jpg 724w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001-212x300.jpg 212w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001-768x1086.jpg 768w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001-8x12.jpg 8w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/26.03.2026-ANCONA_page-0001.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>Tribunale di Ancona 26 marzo 2026<\/strong><\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tribunale di Ancona 26 marzo 2026 Con la sentenza del 26 marzo 2026, il Tribunale di Ancona affronta una vicenda di particolare rilievo nel quadro normativo delineato dalla legge n. 74\/2025, accogliendo integralmente un ricorso depositato il 22 ottobre 2025. 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