{"id":16761,"date":"2026-05-24T05:44:15","date_gmt":"2026-05-24T05:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/kairoslbc.com\/?p=16761"},"modified":"2026-05-27T05:57:55","modified_gmt":"2026-05-27T05:57:55","slug":"il-tribunale-di-genova-respinge-lapplicazione-retroattiva-del-nuovo-onere-della-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/2026\/05\/24\/il-tribunale-di-genova-respinge-lapplicazione-retroattiva-del-nuovo-onere-della-prova\/","title":{"rendered":"Il Tribunale di Genova respinge l\u2019applicazione retroattiva del nuovo onere della prova"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"taxonomy-category wp-block-post-terms\"><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/category\/cittadinanza\/\" rel=\"tag\">1. Cittadinanza<\/a><span class=\"wp-block-post-terms__separator\">, <\/span><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/category\/cittadinanza\/sentenze\/\" rel=\"tag\">Sentenze<\/a><\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tribunale di Genova 24 maggio 2026<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con sentenza pubblicata il 24 maggio 2026, il Tribunale di Genova ha accolto il ricorso promosso da cittadini argentini discendenti da avo italiano, dichiarando il loro status di cittadini italiani <em>iure sanguinis<\/em> e ordinando al Ministero dell\u2019Interno, per il tramite dell\u2019Ufficiale dello Stato civile competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La decisione si inserisce in un momento particolarmente delicato per il contenzioso in materia di cittadinanza italiana per discendenza, a seguito dell\u2019entrata in vigore del d.l. n. 36\/2025, convertito con modificazioni nella legge n. 74\/2025, che ha inciso, tra l\u2019altro, anche sul riparto dell\u2019onere probatorio nelle controversie di accertamento della cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Ministero dell\u2019Interno, pur riconoscendo la pacifica applicabilit\u00e0 del principio della trasmissione della cittadinanza anche lungo la linea femminile, aveva eccepito l\u2019applicabilit\u00e0 della nuova disciplina introdotta dal d.l. n. 36\/2025 anche al giudizio in corso, sostenendo che la norma aveva natura processuale e dovesse quindi trovare applicazione immediata anche nei procedimenti pendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Tribunale di Genova ha respinto tale impostazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019interesse ad agire e il principio affermato dalle Sezioni Unite<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Giudice ha innanzitutto confermato la sussistenza dell\u2019interesse ad agire dei ricorrenti, richiamando il principio espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 25317\/2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo tale principio, nel sistema delineato dal Codice civile del 1865, dalla legge n. 555\/1912 e dall\u2019attuale legge n. 91\/1992, la cittadinanza per nascita si acquista a titolo originario <em>iure sanguinis<\/em> e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, imprescrittibile ed \u00e8 giustiziabile in ogni tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne consegue che chi chiede il riconoscimento della cittadinanza deve provare il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe sulla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell\u2019eventuale fattispecie interruttiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo passaggio \u00e8 centrale perch\u00e9 conferma l\u2019impostazione tradizionale del contenzioso <em>iure sanguinis<\/em>: il ricorrente deve dimostrare la discendenza dall\u2019avo italiano e la continuit\u00e0 della linea genealogica; non \u00e8 invece onerato, secondo la disciplina applicabile al giudizio, di provare in via generalizzata l\u2019insussistenza di ogni possibile causa di mancato acquisto o perdita della cittadinanza da parte di tutti gli ascendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il punto decisivo: la nuova disciplina sull\u2019onere della prova non si applica ai giudizi pendenti prima del 28 marzo 2025<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte pi\u00f9 significativa della sentenza si trova tra la fine di pagina 4 e pagina 5, dove il Tribunale affronta espressamente l\u2019eccezione del Ministero relativa all\u2019applicazione della nuova disciplina introdotta dal d.l. n. 36\/2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Giudice rileva che, con la normativa invocata dal Ministero, \u00e8 stato aggiunto il comma 2-ter all\u2019art. 19-bis del d.lgs. n. 150\/2011, secondo cui, nelle controversie in materia di accertamento della cittadinanza italiana, chi chiede l\u2019accertamento della cittadinanza \u00e8 tenuto ad allegare e provare l\u2019insussistenza delle cause di mancato acquisto o di perdita della cittadinanza previste dalla legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, il Tribunale esclude che tale norma possa applicarsi al giudizio in esame. Secondo il Giudice, le norme che incidono sulle regole di giudizio e sul riparto dell\u2019onere della prova non hanno natura meramente processuale, ma natura sostanziale, perch\u00e9 influenzano direttamente la decisione di merito, e quindi l\u2019accoglimento o il rigetto della domanda. Per questo motivo, la nuova disciplina non pu\u00f2 essere attratta automaticamente nel principio del <em>tempus regit actum<\/em>, che regola normalmente l\u2019applicazione immediata delle norme processuali. Non trattandosi di una norma puramente processuale, essa non pu\u00f2 applicarsi ai giudizi gi\u00e0 pendenti alla data del 28 marzo 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Tribunale afferma quindi un principio di grande rilievo: nei processi instaurati prima dell\u2019entrata in vigore della nuova disciplina continua a gravare sul Ministero resistente l\u2019onere di allegare e dimostrare eventuali fatti interruttivi della trasmissione della cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare, resta a carico dell\u2019Amministrazione la prova che gli ascendenti dei ricorrenti si siano naturalizzati cittadini di uno Stato estero o abbiano svolto mansioni o assunto occupazioni idonee a determinare la perdita della cittadinanza secondo la normativa vigente all\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una decisione rilevante per il contenzioso in corso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sentenza rappresenta un ulteriore tassello nel dibattito giurisprudenziale successivo alla riforma del 2025. Il Tribunale di Genova non si limita ad accogliere la domanda dei ricorrenti, ma prende posizione su un profilo destinato ad assumere grande rilievo nei prossimi mesi: la possibilit\u00e0, o meno, di applicare ai giudizi gi\u00e0 pendenti le nuove regole introdotte dal legislatore in materia di cittadinanza <em>iure sanguinis<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta del Giudice \u00e8 netta: il nuovo onere probatorio non pu\u00f2 operare retroattivamente nei procedimenti instaurati prima del 28 marzo 2025. Si tratta di un\u2019affermazione importante perch\u00e9 impedisce che la nuova disciplina venga utilizzata per aggravare, in corso di causa, la posizione processuale dei ricorrenti, modificando le regole del giudizio dopo che la domanda \u00e8 stata gi\u00e0 proposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sentenza conferma quindi che, per i ricorsi anteriori alla riforma, resta fermo il principio tradizionale: il ricorrente deve provare la propria discendenza dall\u2019avo italiano e la continuit\u00e0 della linea di trasmissione; spetta invece al Ministero dimostrare eventuali fatti interruttivi, ove intenda contestare il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA.pdf\">Scarica sentenza<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><a href=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA.pdf\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA_page-0001-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16763 size-full\" srcset=\"https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA_page-0001-724x1024.jpg 724w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA_page-0001-212x300.jpg 212w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA_page-0001-768x1086.jpg 768w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA_page-0001-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/kairoslbc.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/24.05.2026-GENOVA_page-0001.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/a><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong><strong>Tribunale di Genova 24 maggio 2026<\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tribunale di Genova 24 maggio 2026 Con sentenza pubblicata il 24 maggio 2026, il Tribunale di Genova ha accolto il ricorso promosso da cittadini argentini discendenti da avo italiano, dichiarando il loro status di cittadini italiani iure sanguinis e ordinando al Ministero dell\u2019Interno, per il tramite dell\u2019Ufficiale dello Stato civile competente, di procedere alle iscrizioni, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[98,99],"tags":[105,104],"class_list":["post-16761","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cittadinanza","category-sentenze","tag-cittadinanza","tag-sentenze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16761"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16761\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16764,"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16761\/revisions\/16764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kairoslbc.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}