Cittadinanza italiana iure sanguinis: il Tribunale di Torino riconosce la cittadinanza ai minori intervenuti nel giudizio anche dopo la riforma
Tribunale di Torino – 6 febbraio 2026
Cittadinanza italiana iure sanguinis – Accoglimento dell’atto di intervento dei figli minori dopo l’entrata in vigore della legge n. 74/2025
Con sentenza del 6 febbraio 2026, il Tribunale di Torino ha riconosciuto la cittadinanza italiana iure sanguinis, non solo in favore dei ricorrenti principali, ma anche dei figli minori intervenuti nel giudizio con atto depositato successivamente all’entrata in vigore della legge n. 74/2025, rigettando espressamente l’eccezione di inammissibilità sollevata dal Ministero dell’Interno.
La decisione riveste particolare rilievo poiché il Giudice ha ritenuto ammissibile e fondata l’azione giudiziale proposta dai minori, valorizzando la disciplina transitoria introdotta dalla legge di conversione e riconoscendo il loro diritto a essere considerati cittadini italiani iure sanguinis, in continuità con la posizione giuridica dei genitori.
Il Tribunale ha chiarito che l’art. 1, comma 1-ter, della legge n. 74/2025 deve essere interpretato come norma di favore per i figli minori di genitori il cui status civitatis sia stato accertato giudizialmente sulla base di una domanda proposta entro il 27 marzo 2025. In tale prospettiva, il riferimento ai “minorenni alla data di entrata in vigore della legge di conversione” consente di superare il limite temporale dell’“anno dalla nascita” previsto dall’art. 4, comma 1-bis, lett. b), della legge n. 91/1992, introducendo una disciplina transitoria autonoma.
La sentenza assume un valore sistemico di particolare importanza per tutti i procedimenti di cittadinanza iure sanguinis, nei quali i genitori intendano far intervenire i figli minori con atto successivo all’entrata in vigore della riforma, confermando un orientamento interpretativo favorevole che il nostro Studio Legale ha già contribuito a consolidare attraverso una serie di pronunce positive ottenute per i propri clienti. La motivazione adottata dal Tribunale di Torino rafforza ulteriormente la lettura costituzionalmente orientata della riforma e costituisce un precedente di riferimento per i giudizi pendenti e futuri.





