Cittadinanza italiana iure sanguinis: seconda ordinanza del Tribunale di Campobasso contro la riforma 74/2025

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Tribunale di Campobasso 9 Febbraio 2026


Con provvedimento del 9 febbraio 2026 il Tribunale di Campobasso solleva dubbi di incostituzionalità sull’art. 3-bis della legge 91/1992, ritenendo la riforma 74/2025 potenzialmente lesiva dello status originario di cittadinanza, dei principi costituzionali di uguaglianza e affidamento e dei

Si tratta di un’ulteriore ordinanza di rimessione proveniente dallo stesso Tribunale, che si inserisce in un quadro ormai sistemico di scrutinio sulla riforma della cittadinanza e rafforza il fronte delle questioni già sottoposte al vaglio della Consulta.

Il giudice muove da un presupposto chiaro: secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, la cittadinanza iure sanguinis costituisce uno status originario che si acquista alla nascita per effetto della discendenza da cittadino italiano. Il riconoscimento giudiziale ha natura meramente dichiarativa e non costitutiva, sicché lo status non nasce con la sentenza, ma preesiste ad essa. In questa prospettiva, la nuova disciplina introdotta dalla legge 74/2025 non si limiterebbe a regolare modalità procedurali, ma inciderebbe retroattivamente su situazioni già perfezionate, determinando una sostanziale revoca o perdita automatica di uno status già acquisito.

L’ordinanza evidenzia come tale intervento normativo sollevi dubbi di compatibilità con gli artt. 2 e 3 della Costituzione, sotto il profilo della ragionevolezza e della tutela dell’affidamento, poiché introduce una disparità di trattamento tra soggetti che si trovano in situazioni identiche quanto alla titolarità sostanziale dello status, ma differenti solo per elementi formali o temporali. Particolarmente significativo è il richiamo all’art. 22 Cost., che vieta la privazione della cittadinanza per motivi politici: secondo il Tribunale, la disciplina censurata, pur formalmente configurata come ridefinizione dei requisiti, si tradurrebbe in concreto in una forma di privazione generalizzata dello status civitatis, in assenza di una condotta volontaria dell’interessato o di una rinuncia espressa.

Non meno rilevanti sono i profili di diritto dell’Unione europea. La perdita della cittadinanza italiana comporta infatti la perdita dello status di cittadino dell’Unione. Il giudice richiama la giurisprudenza della Corte di giustizia, secondo cui la perdita della cittadinanza nazionale deve essere sottoposta a un rigoroso controllo di proporzionalità, che nella disciplina censurata non risulta adeguatamente garantito.

L’ordinanza solleva inoltre un ulteriore profilo critico relativo all’utilizzo dello strumento del decreto-legge per intervenire in una materia così strutturale e sensibile quale la cittadinanza, prospettando possibili tensioni con gli artt. 72 e 77 Cost., sia sotto il profilo della riserva di legge parlamentare sia con riferimento ai presupposti di necessità e urgenza.

Ritenuta la rilevanza e la non manifesta infondatezza delle questioni prospettate, il Tribunale ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale e la sospensione del giudizio. Questa nuova rimessione conferma come la legge 74/2025 sia ormai al centro di un intenso scrutinio giurisdizionale e come la questione della retroattività e della natura dello status di cittadinanza iure sanguinis sia destinata a trovare una risposta definitiva solo all’esito dell’intervento della Consulta.

Con la sentenza del 10 febbraio 2026, il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto la cittadinanza italiana iure sanguinis a un ampio nucleo familiare discendente da cittadina italiana emigrata in Argentina, accogliendo la domanda nonostante il parere contrario espresso dal Pubblico Ministero.Il Giudice ha ribadito in modo netto il principio affermato dalle Sezioni Unite secondo cui ai ricorrenti spetta esclusivamente la prova del fatto acquisitivo e della linea di trasmissione, mentre grava sul Ministero dell’Interno l’onere di dimostrare eventuali fattispecie interruttive della cittadinanza, quali naturalizzazioni o rinunce volontarie.In mancanza di prova di tali eventi e accertata la continuità genealogica anche nei passaggi per linea materna, il Tribunale ha dichiarato i ricorrenti cittadini italiani dalla nascita, ordinando i conseguenti adempimenti di stato civile.

Nuova ordinanza del Tribunale di Campobasso contro la legge 74/2025: rimessione alla Corte costituzionale sulla cittadinanza iure sanguinis

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