Tribunale di Messina 2 marzo 2026
Tribunale di Messina 2 marzo 2026
Con la sentenza del 2 marzo 2026, il Tribunale di Messina ha riconosciuto la cittadinanza italiana iure sanguinis ai ricorrenti discendenti di cittadino italiano emigrato in Argentina, accogliendo integralmente il ricorso proposto per l’accertamento dello status civitatis. Di particolare interesse è il passaggio della decisione in cui il Tribunale ha respinto l’eccezione sollevata dal Ministero dell’Interno circa la presunta necessità di esperire preventivamente la procedura amministrativa avanti alle autorità consolari prima di adire l’autorità giudiziaria.
Il Giudice ha infatti ritenuto pienamente sussistente l’interesse ad agire in sede giudiziale, evidenziando come sia stata documentata l’impossibilità per i ricorrenti di ottenere in tempi ragionevoli il riconoscimento della cittadinanza per via amministrativa. In particolare, la sentenza rileva che le lunghe liste di attesa e l’incertezza dei tempi di definizione delle pratiche presso i consolati si traducono, di fatto, in una denegata tutela del diritto, configurando un vero e proprio diniego implicito che giustifica il ricorso diretto al giudice. Il Tribunale richiama sul punto un orientamento ormai consolidato nella giurisprudenza di merito, secondo cui tali condizioni rendono ammissibile l’azione giudiziaria anche in assenza del previo esperimento della procedura amministrativa. Nel merito, accertata la discendenza dagli atti di stato civile e verificata l’assenza di naturalizzazione dell’avo italiano emigrato in Argentina, il Tribunale ha riconosciuto la continuità della trasmissione dello status civitatis lungo tutte le generazioni. La sentenza ha quindi dichiarato i ricorrenti cittadini italiani dalla nascita e ordinato al Ministero dell’Interno e agli uffici dello stato civile competenti di procedere alle conseguenti iscrizioni e trascrizioni nei registri dello stato civile.






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